Prignano Cilento

Non esistono elementi che permettono di stabilire se questa parte del distretto della Lucania rientrava, già in età normanna e, precisamente, alla fine dell’XI secolo, fra le terre che Ruggiero Borsa (1085-111), figlio di Roberto il Guiscardo, diede in feudo alla famiglia Sanseverino. Questa, però, lo acquisì prima del 1112 dando, poi, Prignano in suffeudo alla famiglia che assunse il nome del villaggio come proprio cognome. I documenti finora pervenuti riportano, come primo rappresentante di tale famiglia, un certo Guglielmo di Prignano, citato come garante in una donazione del 1185. Prignano fu perduto in un primo tempo dai Sanseverino, insieme agli altri possedimenti della Baronia di Cilento, in seguito alla Congiura di Capaccio (1246) ma, poi, venne loro restituito con tutti gli altri feudi da Carlo I d’Angiò. Tra i vari feudi figuravano, oltre a Prignano, anche il limitrofo villaggio di Pugliesi, entrambi dati in sub-feudo alla famiglia Prignano, la quale, all’inizio del XV secolo, ottenne in concessione dai Sanseverino anche i feudi di Vatolla e Pagliara.
Dal 1548 in poi si ebbero un susseguirsi di vendite, riacquisti e donazioni dei tre villaggi. Nel 1701 furono i marchesi Cardone a dominare sulle tre entità feudali fino all’eversione della feudalità (1806).

Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore

Non esistono elementi che permettono di stabilire se questa parte del distretto della Lucania rientrava, già in età normanna e, precisamente, alla fine dell’XI secolo, fra le terre che Ruggiero Borsa (1085-111), figlio di Roberto il Guiscardo, diede in feudo alla famiglia Sanseverino. Questa, però, lo acquisì prima del 1112 dando, poi, Prignano in suffeudo alla famiglia che assunse il nome del villaggio come proprio cognome. I documenti finora pervenuti riportano, come primo rappresentante di tale famiglia, un certo Guglielmo di Prignano, citato come garante in una donazione del 1185. Prignano fu perduto in un primo tempo dai Sanseverino, insieme agli altri possedimenti della Baronia di Cilento, in seguito alla Congiura di Capaccio (1246) ma, poi, venne loro restituito con tutti gli altri feudi da Carlo I d’Angiò. Tra i vari feudi figuravano, oltre a Prignano, anche il limitrofo villaggio di Pugliesi, entrambi dati in sub-feudo alla famiglia Prignano, la quale, all’inizio del XV secolo, ottenne in concessione dai Sanseverino anche i feudi di Vatolla e Pagliara.
Dal 1548 in poi si ebbero un susseguirsi di vendite, riacquisti e donazioni dei tre villaggi. Nel 1701 furono i marchesi Cardone a dominare sulle tre entità feudali fino all’eversione della feudalità (1806).

Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore

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