Capaccio-Paestum

La particolare posizione geografica di Capaccio permette di dominare la piana dei templi di Paestum, offrendo un'ottima vista panoramica di tutto il Golfo di Salerno. Nella zona denominata Capaccio Vecchia, alcuni secoli fa, venne costituito il centro abitato ove è ancora possibile trovare alcuni resti delle civiltà antiche. Diverse le ipotesi sulla nascita di questo insediamento: da una possibile migrazione degli abitanti della Piana del Sele, che si ritirarono sul Monte Calpazio per difendersi dalle invasione saracene e proteggersi dalla malaria (880 d.C.), all’ipotesi documentata di un insediamento già esistente nel 794 d.C.: il luogo allora conosciuto come Capaque, era infatti citato in alcuni documenti ufficiali dell'epoca. Ma l’ipotesi più attendibile attesta l'emigrazione degli abitanti di Paestum in cerca di un luogo più sicuro, situato sul Monte Calpazio, che offrisse loro una vita migliore, e non fosse visibile dalla pianura. La città venne fortificata con l’innalzamento di mura concentrate soprattutto a sud-ovest della città e, in parte, ancora conservate. Il problema dell'acqua venne risolto con la costruzione di cisterne di mattoni, tuttora visibili, le quali consentivano la raccolta dell'acqua piovana e la sua graduale diffusione. Per quanto riguarda l'etimologia del termine Capaccio, si deve la sua origine a Caput Aquae, in quanto Capaccio era il “capo” dell'acquedotto che portava l'acqua a Paestum.
Capaccio fu assediata e distrutta da Federico II nel 1246. Paestum, per molti secoli, fu appena ricordata da artisti e poeti, che ne celebrarono in particolare le meravigliose rose. Nel 1752, quando re Carlo III di Borbone promosse la costruzione della strada verso il Sud, attraversante la stessa città antica, si diffuse nuovamente la fama di Paestum. Gli scavi iniziati nel 1907 hanno consentito la scoperta di significativi monumenti e reperti di vario genere: la cinta muraria, il Foro, l’Anfiteatro, abitazioni, complessi termali e tanti altri resti. Particolarmente significativi sono i tre templi dorici situati nell’area sacra al centro della città. Meritevoli di una visita sono il Museo Archeologico Nazionale di Paestum, tra i più importanti musei archeologici italiani; la Basilica Paleocristiana (Chiesa dell’Annunziata), uno dei più suggestivi tesori di Paestum.

Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore

La particolare posizione geografica di Capaccio permette di dominare la piana dei templi di Paestum, offrendo un'ottima vista panoramica di tutto il Golfo di Salerno. Nella zona denominata Capaccio Vecchia, alcuni secoli fa, venne costituito il centro abitato ove è ancora possibile trovare alcuni resti delle civiltà antiche. Diverse le ipotesi sulla nascita di questo insediamento: da una possibile migrazione degli abitanti della Piana del Sele, che si ritirarono sul Monte Calpazio per difendersi dalle invasione saracene e proteggersi dalla malaria (880 d.C.), all’ipotesi documentata di un insediamento già esistente nel 794 d.C.: il luogo allora conosciuto come Capaque, era infatti citato in alcuni documenti ufficiali dell'epoca. Ma l’ipotesi più attendibile attesta l'emigrazione degli abitanti di Paestum in cerca di un luogo più sicuro, situato sul Monte Calpazio, che offrisse loro una vita migliore, e non fosse visibile dalla pianura. La città venne fortificata con l’innalzamento di mura concentrate soprattutto a sud-ovest della città e, in parte, ancora conservate. Il problema dell'acqua venne risolto con la costruzione di cisterne di mattoni, tuttora visibili, le quali consentivano la raccolta dell'acqua piovana e la sua graduale diffusione. Per quanto riguarda l'etimologia del termine Capaccio, si deve la sua origine a Caput Aquae, in quanto Capaccio era il “capo” dell'acquedotto che portava l'acqua a Paestum.
Capaccio fu assediata e distrutta da Federico II nel 1246. Paestum, per molti secoli, fu appena ricordata da artisti e poeti, che ne celebrarono in particolare le meravigliose rose. Nel 1752, quando re Carlo III di Borbone promosse la costruzione della strada verso il Sud, attraversante la stessa città antica, si diffuse nuovamente la fama di Paestum. Gli scavi iniziati nel 1907 hanno consentito la scoperta di significativi monumenti e reperti di vario genere: la cinta muraria, il Foro, l’Anfiteatro, abitazioni, complessi termali e tanti altri resti. Particolarmente significativi sono i tre templi dorici situati nell’area sacra al centro della città. Meritevoli di una visita sono il Museo Archeologico Nazionale di Paestum, tra i più importanti musei archeologici italiani; la Basilica Paleocristiana (Chiesa dell’Annunziata), uno dei più suggestivi tesori di Paestum.

Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore

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