Ispani

Piccolo centro collinare, sorge a 287 m sul livello del mare e, probabilmente, risale al X sec.: si presume che i primi insediamenti sorsero in seguito alle scorrerie saracene. I popoli che abitavano lungo le coste del Golfo di Policastro, per meglio proteggersi dalle incursioni dei corsari e dai conseguenti saccheggi, preferirono spostarsi sulle montagne e sui colli, costruendovi piccoli aggregati di abitazioni, che oggi rappresentano degli incantevoli gioielli immersi nella natura, uno dei quali è proprio Ispani. Il paese si presenta con case arroccate e legate tra di loro da un labirinto di stradine, vicoli, piazzette e ripide salite, quasi a testimoniarne la funzione di “fortino”. In origine, sul luogo in cui sorge l’attuale Comune di Ispani, sorgevano piccoli aggregati urbani con nomi sempre diversi, come Sant’Agata, Fòrli, Casale delli Spani, il che permette di asserire che la zona non era abitata in modo continuo, ma solo come rifugio da eventuali pericoli, non ultimo la malaria, dopodichè veniva abbandonata e la gente tornava a vivere sul mare. Ispani, propriamente detta, nasce intorno al 1490: fu costruita dai Carafa che ne furono i Signori. L’attuale nome dell’abitato è da ricondurre alla dominazione catalana nell’Italia meridionale: furono i vicerè spagnoli di Napoli a far costruire le torri di avvistamento, da Punta degli Infreschi a Sapri. Nel 1534 il villaggio fu assalito dai turchi e, malgrado la resistenza del popolo, numerosi furono i caduti. Venti anni dopo, o poco più, il casale “delli Spani”, dal cognome “Spano” che significa “persona dalla barba rada”, fu nuovamente assalito dai musulmani che, sbarcati sulla spiaggia di Capitello, lo distrussero completamente: i pochi superstiti successivamente, nel 1597, vi costruirono una piccola chiesa intitolata a San Nicola di Bari che fu soggetta alle dipendenze della cattedrale di Policastro. A partire dalla nascita della repubblica, ad Ispani fu riconosciuta l’amministrazione di due sue frazioni, Capitello e San Cristoforo: Capitello si presenta come un fazzoletto di case disteso tra giardini e orti, mentre San Cristoforo è immerso nel verde di una collina dalla quale si può ammirare tutto l’arco del Golfo di Policastro. Il territorio è caratterizzato da rilievi collinari che si allacciano alla catena montuosa dell’Appennino Meridionale: presenta inoltre aree boschive ricche di cerri, carpini e faggi, mentre il sottobosco offre fragoline di bosco, asparagi selvatici e funghi, soprattutto porcini.

Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore

Piccolo centro collinare, sorge a 287 m sul livello del mare e, probabilmente, risale al X sec.: si presume che i primi insediamenti sorsero in seguito alle scorrerie saracene. I popoli che abitavano lungo le coste del Golfo di Policastro, per meglio proteggersi dalle incursioni dei corsari e dai conseguenti saccheggi, preferirono spostarsi sulle montagne e sui colli, costruendovi piccoli aggregati di abitazioni, che oggi rappresentano degli incantevoli gioielli immersi nella natura, uno dei quali è proprio Ispani. Il paese si presenta con case arroccate e legate tra di loro da un labirinto di stradine, vicoli, piazzette e ripide salite, quasi a testimoniarne la funzione di “fortino”. In origine, sul luogo in cui sorge l’attuale Comune di Ispani, sorgevano piccoli aggregati urbani con nomi sempre diversi, come Sant’Agata, Fòrli, Casale delli Spani, il che permette di asserire che la zona non era abitata in modo continuo, ma solo come rifugio da eventuali pericoli, non ultimo la malaria, dopodichè veniva abbandonata e la gente tornava a vivere sul mare. Ispani, propriamente detta, nasce intorno al 1490: fu costruita dai Carafa che ne furono i Signori. L’attuale nome dell’abitato è da ricondurre alla dominazione catalana nell’Italia meridionale: furono i vicerè spagnoli di Napoli a far costruire le torri di avvistamento, da Punta degli Infreschi a Sapri. Nel 1534 il villaggio fu assalito dai turchi e, malgrado la resistenza del popolo, numerosi furono i caduti. Venti anni dopo, o poco più, il casale “delli Spani”, dal cognome “Spano” che significa “persona dalla barba rada”, fu nuovamente assalito dai musulmani che, sbarcati sulla spiaggia di Capitello, lo distrussero completamente: i pochi superstiti successivamente, nel 1597, vi costruirono una piccola chiesa intitolata a San Nicola di Bari che fu soggetta alle dipendenze della cattedrale di Policastro. A partire dalla nascita della repubblica, ad Ispani fu riconosciuta l’amministrazione di due sue frazioni, Capitello e San Cristoforo: Capitello si presenta come un fazzoletto di case disteso tra giardini e orti, mentre San Cristoforo è immerso nel verde di una collina dalla quale si può ammirare tutto l’arco del Golfo di Policastro. Il territorio è caratterizzato da rilievi collinari che si allacciano alla catena montuosa dell’Appennino Meridionale: presenta inoltre aree boschive ricche di cerri, carpini e faggi, mentre il sottobosco offre fragoline di bosco, asparagi selvatici e funghi, soprattutto porcini.

Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore

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