Celle di Bulgheria

Celle di Bulgheria sorse probabilmente intorno al 700 d.C., anno in cui giunse nel beneventano una colonia di soldati bulgari: il Duca Romoaldo consentì che una parte di essi si insediasse nei luoghi intorno a Cepino, Isernia e Boviano, e una parte nella zona di Paestum. Successivamente si spinsero alle falde del Monte che da essi prese il nome di "Monte Bulgheria", ove fondarono alcuni villaggi. Probabilmente uno di questi villaggi fondati fu sede di una laura (una colonia di monaci italo-greci) che comprendeva tante celle separate l’una dalle altre, con una chiesa in comune: di qui il nome di "Celle". È notizia storica, però, che il feudatario di Centola, oltre ad esigere la bagliva di Foria, reclamasse anche quella di Poderia, attualmente frazione di Celle, villaggio di cui furono baroni Latino Tancredi e il Consigliere Giovanni Andrea di Giorgio, noto per le sue opere legali. Ancora nel 1700 era feudo dei d'Afflitto di Roccagloriosa. Il Giustiniani ubica il villaggio alle falde del Monte Bulgheria, come casale di Roccagloriosa e scrive che contava 730 abitanti e che era distante sessanta miglia da Salerno.
Nell'800 Celle di Bulgheria ebbe un ruolo di rilievo nei moti rivoluzionari del '28, quando il popolo cilentano, incoraggiato da alcuni patrioti di Celle Bulgheria, tra cui il Reverendo Canonico Antonio Maria De Luca, si sollevarono contro Francesco I. Il canonico espose in un'omelia nel villaggio di Bosco i vantaggi della Costituzione. All'arrivo delle truppe borboniche, dopo una breve latitanza, il canonico De Luca fu arrestato, scomunicato dall’arcivescovo di Salerno, e fucilato a Salerno il 28 luglio 1828.

Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore

Celle di Bulgheria sorse probabilmente intorno al 700 d.C., anno in cui giunse nel beneventano una colonia di soldati bulgari: il Duca Romoaldo consentì che una parte di essi si insediasse nei luoghi intorno a Cepino, Isernia e Boviano, e una parte nella zona di Paestum. Successivamente si spinsero alle falde del Monte che da essi prese il nome di "Monte Bulgheria", ove fondarono alcuni villaggi. Probabilmente uno di questi villaggi fondati fu sede di una laura (una colonia di monaci italo-greci) che comprendeva tante celle separate l’una dalle altre, con una chiesa in comune: di qui il nome di "Celle". È notizia storica, però, che il feudatario di Centola, oltre ad esigere la bagliva di Foria, reclamasse anche quella di Poderia, attualmente frazione di Celle, villaggio di cui furono baroni Latino Tancredi e il Consigliere Giovanni Andrea di Giorgio, noto per le sue opere legali. Ancora nel 1700 era feudo dei d'Afflitto di Roccagloriosa. Il Giustiniani ubica il villaggio alle falde del Monte Bulgheria, come casale di Roccagloriosa e scrive che contava 730 abitanti e che era distante sessanta miglia da Salerno.
Nell'800 Celle di Bulgheria ebbe un ruolo di rilievo nei moti rivoluzionari del '28, quando il popolo cilentano, incoraggiato da alcuni patrioti di Celle Bulgheria, tra cui il Reverendo Canonico Antonio Maria De Luca, si sollevarono contro Francesco I. Il canonico espose in un'omelia nel villaggio di Bosco i vantaggi della Costituzione. All'arrivo delle truppe borboniche, dopo una breve latitanza, il canonico De Luca fu arrestato, scomunicato dall’arcivescovo di Salerno, e fucilato a Salerno il 28 luglio 1828.

Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore

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