Valle dell Angelo

Immerso nella Valle del Calore, in uno spettacolare paesaggio collinare alle falde del monte Ausinito, questo piccolo comune del Cilento fu fondato da un gruppo di monaci Basiliani in fuga dall’Oriente, nell’VIII-IX secolo. Essi fondarono due importanti cenobi: uno denominato di Sant'Arcangelo di Campora e l'altro di San Vito di Fogna (Villa Littorio), alle dipendenze della grande Badia Basiliana di Santa Maria di Rofrano. Intorno ai conventi fondati dai basiliani si raccolsero pastori e contadini, che furono impegnati nel dissodare le terre per adattarle alla coltivazione di viti, ulivi, e leguminose.
Dal 1363, Valle dell’Angelo passò sotto la giurisdizione della Badia di Cava; dipese da Laurino fino all’abolizione del feudalesimo. Nel 1571 i casali di Valle e di Piaggine si staccarono da Laurino.
Fin dai primi anni del ‘700 a Valle dell’Angelo cominciarono a diffondersi ideali di libertà e ansie di rinnovamenti e, nel 1799, fu innalzato l’Albero della Libertà. L’entusiasmo generato dagli ideali di libertà andò diminuendo quando i repubblicani cominciarono a compiere atti di violenza che degenerarono nell’anarchia.
Con l’Unità d’Italia la situazione economica del casale andò peggiorando; la questione delle terre restava irrisolta, e la condizione della classe contadina si aggravò, alimentando un massiccio fenomeno migratorio.

Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore

Immerso nella Valle del Calore, in uno spettacolare paesaggio collinare alle falde del monte Ausinito, questo piccolo comune del Cilento fu fondato da un gruppo di monaci Basiliani in fuga dall’Oriente, nell’VIII-IX secolo. Essi fondarono due importanti cenobi: uno denominato di Sant'Arcangelo di Campora e l'altro di San Vito di Fogna (Villa Littorio), alle dipendenze della grande Badia Basiliana di Santa Maria di Rofrano. Intorno ai conventi fondati dai basiliani si raccolsero pastori e contadini, che furono impegnati nel dissodare le terre per adattarle alla coltivazione di viti, ulivi, e leguminose.
Dal 1363, Valle dell’Angelo passò sotto la giurisdizione della Badia di Cava; dipese da Laurino fino all’abolizione del feudalesimo. Nel 1571 i casali di Valle e di Piaggine si staccarono da Laurino.
Fin dai primi anni del ‘700 a Valle dell’Angelo cominciarono a diffondersi ideali di libertà e ansie di rinnovamenti e, nel 1799, fu innalzato l’Albero della Libertà. L’entusiasmo generato dagli ideali di libertà andò diminuendo quando i repubblicani cominciarono a compiere atti di violenza che degenerarono nell’anarchia.
Con l’Unità d’Italia la situazione economica del casale andò peggiorando; la questione delle terre restava irrisolta, e la condizione della classe contadina si aggravò, alimentando un massiccio fenomeno migratorio.

Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore

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