Rofrano

Rofrano sorse intorno ad un cenobio basiliano, sito presso la Chiesa di Grottaferrata, dove si trasferirono gli abitanti di Rofrano Vetere, un centro feudato dai Sanniti, e altri nuclei familiari qui accorsi da un vicino villaggio ( X secolo all’incirca).
La prima notizia ufficiale di Rofrano è contenuta in un documento del 1131, con cui Ruggero II concesse il feudo di Rofrano al basiliano Leonzio Abate.
Dal diploma di Ruggero si evince che la badia di Rofrano estendeva il suo dominio su undici granfie, situate in tutta l’odierna provincia di Salerno.
Per quasi quattrocento anni Rofrano fu governata dagli Abati; il paese offrì molti suoi cittadini nella II spedizione in Terra Santa nel 1187.
Nel 1476 il feudo di Rofrano, tranne la chiesa e il monastero, fu venduto al diplomatico napoletano Aniello Arcamone, per passare poi al conte di Policastro Giovanni Carafa, nel 1490. Questi cacciò i monaci basiliani rimasti nel monastero di Rofrano, che trasformò in proprio palazzo e si arrogò la giurisdizione spirituale del paese, nominando un prete come suo vicario. Questo stato di cose fu risolto dal Commissario Apostolico inviato da Papa Gregorio XIII il quale, nel 1583, aggregò Rofrano alla Diocesi di Capaccio. Il vicario, visitando le chiese di Rofrano, cominciò dalla chiesa madre di Santa Maria di Grottaferrata, dove era custodita un'icona della Beata Vergine Maria, probabilmente una copia di quella venerata nella Badia Greca di Grottaferrata.
A Rofrano si sono, poi, succeduti vari signori fino al 1800.


Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore

Rofrano sorse intorno ad un cenobio basiliano, sito presso la Chiesa di Grottaferrata, dove si trasferirono gli abitanti di Rofrano Vetere, un centro feudato dai Sanniti, e altri nuclei familiari qui accorsi da un vicino villaggio ( X secolo all’incirca).
La prima notizia ufficiale di Rofrano è contenuta in un documento del 1131, con cui Ruggero II concesse il feudo di Rofrano al basiliano Leonzio Abate.
Dal diploma di Ruggero si evince che la badia di Rofrano estendeva il suo dominio su undici granfie, situate in tutta l’odierna provincia di Salerno.
Per quasi quattrocento anni Rofrano fu governata dagli Abati; il paese offrì molti suoi cittadini nella II spedizione in Terra Santa nel 1187.
Nel 1476 il feudo di Rofrano, tranne la chiesa e il monastero, fu venduto al diplomatico napoletano Aniello Arcamone, per passare poi al conte di Policastro Giovanni Carafa, nel 1490. Questi cacciò i monaci basiliani rimasti nel monastero di Rofrano, che trasformò in proprio palazzo e si arrogò la giurisdizione spirituale del paese, nominando un prete come suo vicario. Questo stato di cose fu risolto dal Commissario Apostolico inviato da Papa Gregorio XIII il quale, nel 1583, aggregò Rofrano alla Diocesi di Capaccio. Il vicario, visitando le chiese di Rofrano, cominciò dalla chiesa madre di Santa Maria di Grottaferrata, dove era custodita un'icona della Beata Vergine Maria, probabilmente una copia di quella venerata nella Badia Greca di Grottaferrata.
A Rofrano si sono, poi, succeduti vari signori fino al 1800.


Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore

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