Felitto

Il nome Felitto deriva probabilmente da fiix (felce) o da folictum: si trova menzionato per la prima volta in una bolla papale di Celestino III nel 1191, poi in una lettera di Innocenzo IV, in cui si chiedeva all’abate del monastero di S. Pietro di Eboli di concedere, ad un certo Iohannes de Philecto, un feudo militare. Nel 1269 Guglielmo de Sancto Lupo ottenne, da re Carlo, la Baronia di Cuccaro e Felitto. Nel 1308 il feudo passò sotto il dominio della famiglia Domnusco. Nel 1380 ne fu signore Nicola Sannazzaro di Pavia, qui giunto al seguito di Carlo III di Durazzo per la conquista del regno. Quando regnava re Ladislao ne fu signore Filippantonio Maramaldo, cui successe il figlio Francesco che vendette il feudo a Lionello Sanseverino, padre di Roberto. Quest’ultimo donò Felitto al figlio Giovan Francesco. Intorno al 1700 Felitto era circondato da mura intervallate da torri merlate e, alla fine del 1700, era ancora possibile ammirare due delle tre porte attraverso cui si accedeva al casale. Agli inizi dell’’800 Felitto apparteneva ai Carafa, principi di S. Lorenzo: il comune ha giocato un ruolo importante durante il periodo del Risorgimento.
Felitto custodisce uno dei paesaggi più incantevoli della Campania, l’area protetta delle Gole del Calore. Incastonate in una profonda vallata a picco sul fiume, le Gole conservano un paesaggio ancora integro nella sua selvaggia bellezza. Dal ponte medievale situato a valle, fino ai confini con il territorio di Magliano, regna un silenzio suggestivo.

Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore

Il nome Felitto deriva probabilmente da fiix (felce) o da folictum: si trova menzionato per la prima volta in una bolla papale di Celestino III nel 1191, poi in una lettera di Innocenzo IV, in cui si chiedeva all’abate del monastero di S. Pietro di Eboli di concedere, ad un certo Iohannes de Philecto, un feudo militare. Nel 1269 Guglielmo de Sancto Lupo ottenne, da re Carlo, la Baronia di Cuccaro e Felitto. Nel 1308 il feudo passò sotto il dominio della famiglia Domnusco. Nel 1380 ne fu signore Nicola Sannazzaro di Pavia, qui giunto al seguito di Carlo III di Durazzo per la conquista del regno. Quando regnava re Ladislao ne fu signore Filippantonio Maramaldo, cui successe il figlio Francesco che vendette il feudo a Lionello Sanseverino, padre di Roberto. Quest’ultimo donò Felitto al figlio Giovan Francesco. Intorno al 1700 Felitto era circondato da mura intervallate da torri merlate e, alla fine del 1700, era ancora possibile ammirare due delle tre porte attraverso cui si accedeva al casale. Agli inizi dell’’800 Felitto apparteneva ai Carafa, principi di S. Lorenzo: il comune ha giocato un ruolo importante durante il periodo del Risorgimento.
Felitto custodisce uno dei paesaggi più incantevoli della Campania, l’area protetta delle Gole del Calore. Incastonate in una profonda vallata a picco sul fiume, le Gole conservano un paesaggio ancora integro nella sua selvaggia bellezza. Dal ponte medievale situato a valle, fino ai confini con il territorio di Magliano, regna un silenzio suggestivo.

Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore

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