San Mauro Cilento

Il centro abitato di San Mauro Cilento si propaga dalla collina al mare, offrendo uno scenario quanto mai vario e affascinante. A ripercorrere la sua storia sono i documenti e i reperti archeologico-artistici esposti nel Museo della storia socio-religiosa del Cilento Antico, a partire dal materiale ceramico di epoca lucana ( V-VI sec. a.C.), visibile testimonianza di una presenza abitativa che sfruttava quest’area per l’elevata produttività cerealicola.
Una prima notizia certa sull’abitato si ha nel 1092, quando si dice sorto attorno ad una chiesa di cui reca il nome, tuttavia la zona già prima costituiva un insediamento longobardo. Da un altro documento del 1309 si ha notizia che il centro fu completamente distrutto durante la guerra del Vespro. Un secolo dopo tutti i feudi cilentani, incluso San Mauro, passarono sotto la giurisdizione del re Ladislao di Durazzo. Dopo alterne vicende San Mauro divenne sede della curia, cioè vi risiedeva il rappresentante del potere regio per i contratti.
Alcuni significativi reperti, custoditi nel sopraccitato museo, attestano la presenza greco-bizantina: dopo la caduta di Costantinopoli (1453) il giovane Rogerio, nipote dell’ultimo imperatore, fu trattenuto proprio a San Mauro Cilento come ostaggio del re di Napoli Alfonso V, il quale non nascondeva le proprie mire egemoniche nei territori dell’Impero Romano d’Oriente. In seguito, numerosi nobili greci trovarono riparo nella diocesi di Capaccio, e alcuni di essi raggiunsero Rogerio e, a San Mauro, avviarono l’edificazione di una chiesa intitolata allo Spirito Santo. Si deve a Rogerio la realizzazione del Coro ligneo che fa bella mostra nella Chiesa parrocchiale: singolare il bassorilievo con incisa l’immagine di un’aquila bicipite coronata, simbolo dell’Impero bizantino. A testimoniare la storia religiosa del paese concorrono, invece, le statue a mezzo busto di San Mauro Martire e di San Mauro Abate, risalenti al XVI sec. e dette nelle fonti “reliquie” perché contenenti alcune reliquie dei santi, nonché una serie di paramenti sacri e alcune pregevoli tele, la maggior parte delle quali risalenti al XVIII sec.

Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore

Il centro abitato di San Mauro Cilento si propaga dalla collina al mare, offrendo uno scenario quanto mai vario e affascinante. A ripercorrere la sua storia sono i documenti e i reperti archeologico-artistici esposti nel Museo della storia socio-religiosa del Cilento Antico, a partire dal materiale ceramico di epoca lucana ( V-VI sec. a.C.), visibile testimonianza di una presenza abitativa che sfruttava quest’area per l’elevata produttività cerealicola.
Una prima notizia certa sull’abitato si ha nel 1092, quando si dice sorto attorno ad una chiesa di cui reca il nome, tuttavia la zona già prima costituiva un insediamento longobardo. Da un altro documento del 1309 si ha notizia che il centro fu completamente distrutto durante la guerra del Vespro. Un secolo dopo tutti i feudi cilentani, incluso San Mauro, passarono sotto la giurisdizione del re Ladislao di Durazzo. Dopo alterne vicende San Mauro divenne sede della curia, cioè vi risiedeva il rappresentante del potere regio per i contratti.
Alcuni significativi reperti, custoditi nel sopraccitato museo, attestano la presenza greco-bizantina: dopo la caduta di Costantinopoli (1453) il giovane Rogerio, nipote dell’ultimo imperatore, fu trattenuto proprio a San Mauro Cilento come ostaggio del re di Napoli Alfonso V, il quale non nascondeva le proprie mire egemoniche nei territori dell’Impero Romano d’Oriente. In seguito, numerosi nobili greci trovarono riparo nella diocesi di Capaccio, e alcuni di essi raggiunsero Rogerio e, a San Mauro, avviarono l’edificazione di una chiesa intitolata allo Spirito Santo. Si deve a Rogerio la realizzazione del Coro ligneo che fa bella mostra nella Chiesa parrocchiale: singolare il bassorilievo con incisa l’immagine di un’aquila bicipite coronata, simbolo dell’Impero bizantino. A testimoniare la storia religiosa del paese concorrono, invece, le statue a mezzo busto di San Mauro Martire e di San Mauro Abate, risalenti al XVI sec. e dette nelle fonti “reliquie” perché contenenti alcune reliquie dei santi, nonché una serie di paramenti sacri e alcune pregevoli tele, la maggior parte delle quali risalenti al XVIII sec.

Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore

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