Perdifumo

Intorno all’XI sec. gli abitanti del villaggio, sorto nei pressi del cenobio di Sant’Arcangelo, si spostarono a valle, ove scorre un torrente. Sembra, dunque, che all’origine di questo toponimo ci sia proprio la sua conformazione geografica, cioè “pes de flumine” ai “piedi del fiume”.
Come il monastero, anche il casale faceva parte dei possedimenti cilentani della Badia di Cava, poi passò ai Sanseverino che lo lasciarono agli abati di Cava come loro suffeudatari.
Il paesino fu distrutto durante la guerra del Vespro (1282-1302), fu poi ricostruito e concesso da Papa Gregorio XI a Re Ladislao nel 1412.
Nel 1436 i Sanseverino lo riebbero da Alfonso d’Aragona e lo tennero fino al 1806.
La frazione Vatolla, uno dei pochi paesi del Cis-Alentum (ossia posti di qua dell’Alento) si trova ancora immerso in una estesa area verde formata da castagni, olivi e macchia mediterranea. Dalla sua lunga storia sappiamo che Vatolla fu prima bizantina, poi appannaggio della famiglia dei principi longobardi di Salerno e, da 1100, feudo dei Sanseverino. Nel castello di Vatolla Giambattista Vico trascorse, come precettore presso il marchese Rocca, gli anni 1689 al 1695, un periodo molto importante per la sua formazione culturale. Qui, infatti, il Vico approfondì i suoi studi sui testi della biblioteca del vicino convento della Pietà.

Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore

Intorno all’XI sec. gli abitanti del villaggio, sorto nei pressi del cenobio di Sant’Arcangelo, si spostarono a valle, ove scorre un torrente. Sembra, dunque, che all’origine di questo toponimo ci sia proprio la sua conformazione geografica, cioè “pes de flumine” ai “piedi del fiume”.
Come il monastero, anche il casale faceva parte dei possedimenti cilentani della Badia di Cava, poi passò ai Sanseverino che lo lasciarono agli abati di Cava come loro suffeudatari.
Il paesino fu distrutto durante la guerra del Vespro (1282-1302), fu poi ricostruito e concesso da Papa Gregorio XI a Re Ladislao nel 1412.
Nel 1436 i Sanseverino lo riebbero da Alfonso d’Aragona e lo tennero fino al 1806.
La frazione Vatolla, uno dei pochi paesi del Cis-Alentum (ossia posti di qua dell’Alento) si trova ancora immerso in una estesa area verde formata da castagni, olivi e macchia mediterranea. Dalla sua lunga storia sappiamo che Vatolla fu prima bizantina, poi appannaggio della famiglia dei principi longobardi di Salerno e, da 1100, feudo dei Sanseverino. Nel castello di Vatolla Giambattista Vico trascorse, come precettore presso il marchese Rocca, gli anni 1689 al 1695, un periodo molto importante per la sua formazione culturale. Qui, infatti, il Vico approfondì i suoi studi sui testi della biblioteca del vicino convento della Pietà.

Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore

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