Orria

Si suppone che Orria abbia avuto origine nel VI sec. d.C. dopo la distruzione di Novi Velia.
Il nome Orria probabilmente deriva dal latino horrea, cioè granai.
Si dice, infatti, che un duce Longobardo di ritorno dalla Calabria passò per Casalvelino e, non trovando più il grano perché già mietuto, si diresse verso monte Stella, dai cui costoni intravide dei colli cosparsi di messi al che esclamò: “horrea mea vido”, cioè vedo i miei granai. Nel 1496 abbiamo la prima notizia di Orria, perché citato nel cedolario della Provincia come appartenente allo Stato di Gioi.
Orria, infatti, dipendeva direttamente dalla Corona. Nel 1476 il Re aveva venduto Gioi e vi restò fino al 1772, quando Ferdinando IV di Borbone acconsentì alla divisione del feudo.
Nel XVI Secolo una terribile catastrofe umanitaria causata da una grave carestia, seguita dall’epidemia di peste del 1656, decimò l’intera comunità orriese.
Dopo il 1500, a seguito della rinuncia di Ferrante Sanseverino ai suoi possedimenti, la terra cilentana fu smembrata e venduta ai vari nobili.
Poi, nel 1806 ad Orria fu assegnata la frazione di Piano Vetrale, famosa per aver dato i natali a Paolo De Matteis, grande pittore del 1600, noto anche per le tele raffiguranti la Madonna. Sono sue: la Madonna con Bambino (Napoli, Chiesa di S. Giovanni dei Fiorentini); la Sacra Famiglia (Abbazia di Montecassino); la Crocifissione (Napoli, il Duomo); Venere dormiente (Roma); Diana e le Ninfe (Londra); Erminia fra i pastori (museo di Vienna).

Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore

Si suppone che Orria abbia avuto origine nel VI sec. d.C. dopo la distruzione di Novi Velia.
Il nome Orria probabilmente deriva dal latino horrea, cioè granai.
Si dice, infatti, che un duce Longobardo di ritorno dalla Calabria passò per Casalvelino e, non trovando più il grano perché già mietuto, si diresse verso monte Stella, dai cui costoni intravide dei colli cosparsi di messi al che esclamò: “horrea mea vido”, cioè vedo i miei granai. Nel 1496 abbiamo la prima notizia di Orria, perché citato nel cedolario della Provincia come appartenente allo Stato di Gioi.
Orria, infatti, dipendeva direttamente dalla Corona. Nel 1476 il Re aveva venduto Gioi e vi restò fino al 1772, quando Ferdinando IV di Borbone acconsentì alla divisione del feudo.
Nel XVI Secolo una terribile catastrofe umanitaria causata da una grave carestia, seguita dall’epidemia di peste del 1656, decimò l’intera comunità orriese.
Dopo il 1500, a seguito della rinuncia di Ferrante Sanseverino ai suoi possedimenti, la terra cilentana fu smembrata e venduta ai vari nobili.
Poi, nel 1806 ad Orria fu assegnata la frazione di Piano Vetrale, famosa per aver dato i natali a Paolo De Matteis, grande pittore del 1600, noto anche per le tele raffiguranti la Madonna. Sono sue: la Madonna con Bambino (Napoli, Chiesa di S. Giovanni dei Fiorentini); la Sacra Famiglia (Abbazia di Montecassino); la Crocifissione (Napoli, il Duomo); Venere dormiente (Roma); Diana e le Ninfe (Londra); Erminia fra i pastori (museo di Vienna).

Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore

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