Montano Antilia

Il nome del paese deriva da San Montano, le cui spoglie sono custodite nella Chiesa della SS. Annunziata, in un reliquiario laminato in argento, mentre Antilia sta a significare “davanti al sole”, per indicare la posizione del paese.
Il territorio del comune rientra nel perimetro del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, e presenta boschi molto rigogliosi, ove si possono trovare castagni, ontani, aceri, noci e faggeti. Altrettanto numerose sono le specie animali che abitano la zona, come cinghiali, lupi appenninici, volpi, faine, tassi, ghiri, puzzole, martore, falchi pellegrini, picchi, fagiani e galli di montagna.
Il territorio fu abitato dai profughi di altri centri limitrofi di origine greco-bizantina, scappati per sfuggire alle invasioni barbariche, intorno al X-XI sec. Le prime abitazioni, chiamate “pagliare”, ossia case di fango e legno, furono costruite nei pressi di un torrente attorno al quale i Normanni allestirono centinaia di orti circondati da muri a secco, attualmente ancora efficienti. Il comune di Montano Antilia comprende anche le frazioni di Abatemarco e di Massicelle. La prima notizia storica del posto risale al 1352, quando il comune fu iscritto nel General Catasto della Sommaria. Il paese fu feudo di molte famiglie nobili, i Piccolomini, i Saracino, gli Spinola, i duchi di Manforte di Laureto. Dal punto di vista commerciale Montano Antilia era un centro abbastanza affermato, occupava infatti una posizione invidiabile, perché situato lungo la via del Sale che metteva in collegamento la costa di Policastro con Cuccaro Vetere.
La frazione di Abatemarco ebbe origine nell’età medioevale, e si sviluppò attorno ad una chiesa. Conobbe un notevole sviluppo economico per il diffondersi della coltivazione del lino che, grazie alla presenza di monaci agrimensori, veniva tessuto, filato e tinto.
Il toponimo della frazione di Massicelle trae origine da tre parole francesi, “manse en celle”, dove “mance” indica un tipo di abitazione rurale, ed “en celle” ciò che è unito sotto lo stesso tetto. Inizialmente faceva parte della Stato di Cuccaro, solo nel 1811 formò un unico comune con Montano e Abatemarco.

Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore

Il nome del paese deriva da San Montano, le cui spoglie sono custodite nella Chiesa della SS. Annunziata, in un reliquiario laminato in argento, mentre Antilia sta a significare “davanti al sole”, per indicare la posizione del paese.
Il territorio del comune rientra nel perimetro del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, e presenta boschi molto rigogliosi, ove si possono trovare castagni, ontani, aceri, noci e faggeti. Altrettanto numerose sono le specie animali che abitano la zona, come cinghiali, lupi appenninici, volpi, faine, tassi, ghiri, puzzole, martore, falchi pellegrini, picchi, fagiani e galli di montagna.
Il territorio fu abitato dai profughi di altri centri limitrofi di origine greco-bizantina, scappati per sfuggire alle invasioni barbariche, intorno al X-XI sec. Le prime abitazioni, chiamate “pagliare”, ossia case di fango e legno, furono costruite nei pressi di un torrente attorno al quale i Normanni allestirono centinaia di orti circondati da muri a secco, attualmente ancora efficienti. Il comune di Montano Antilia comprende anche le frazioni di Abatemarco e di Massicelle. La prima notizia storica del posto risale al 1352, quando il comune fu iscritto nel General Catasto della Sommaria. Il paese fu feudo di molte famiglie nobili, i Piccolomini, i Saracino, gli Spinola, i duchi di Manforte di Laureto. Dal punto di vista commerciale Montano Antilia era un centro abbastanza affermato, occupava infatti una posizione invidiabile, perché situato lungo la via del Sale che metteva in collegamento la costa di Policastro con Cuccaro Vetere.
La frazione di Abatemarco ebbe origine nell’età medioevale, e si sviluppò attorno ad una chiesa. Conobbe un notevole sviluppo economico per il diffondersi della coltivazione del lino che, grazie alla presenza di monaci agrimensori, veniva tessuto, filato e tinto.
Il toponimo della frazione di Massicelle trae origine da tre parole francesi, “manse en celle”, dove “mance” indica un tipo di abitazione rurale, ed “en celle” ciò che è unito sotto lo stesso tetto. Inizialmente faceva parte della Stato di Cuccaro, solo nel 1811 formò un unico comune con Montano e Abatemarco.

Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore

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