Stio

L’origine del nome Stio deriverebbe, secondo gli storici, dal latino“aestivus”, transumanza dei pascoli estivi. Già in epoca preistorica ci sono tracce di pastori. Reperti risalenti ad epoca più recente, ritrovati sulle pendici del Colle “Casalicchio”, testimoniano la presenza di un sito lucano posto, probabilmente, a controllo dell’area ai confini con la Lucania. Tra l’VIII e il IX secolo, Stio fu meta di tutti coloro che dalle coste sfuggirono alle incursioni barbare, fenomeno a cui è ascrivibile il primo nucleo abitativo, delimitato e protetto dalla vegetazione e dai boschi, e sicuro contro ogni invasione e incursione barbarica. La migrazione dalle coste all’interno del Cilento non fu un fenomeno isolato ma, con l’arrivo dei monaci basiliani, si ripeté e fece sorgere numerose colonie agricole intorno alla Cappella di S. Maria della Croce.
Intorno all’anno Mille, Stio e Gorga facevano parte della contea di Magliano, che comprendeva l’ampio territorio che si estendeva dalla Valle del Calore fino all’antico S. Mango. Stio era infeudato, tra il 1140 e 1148, a Gisulfo di Magna, come risulta dal catalogo dei Baroni. Durante la Guerra del Vespro la popolazione di Stio venne decimata dalla peste del ‘300. Uno sviluppo notevole nel commercio si ebbe con l’istituzione della Fiera della Croce a partire dal 1400. In epoca aragonese la Fiera assunse importanza nazionale, richiamando i grandi mercanti di seta ma, dopo il ‘500, conobbe un calo notevole. Dal 1914 ad oggi la Fiera si tiene per due giorni, mantenendo vivo il rispetto delle tradizioni.
Stio rappresenta un punto di riferimento per i piccoli centri abitati dell’Alta Valle dell’Alento, a metà strada tra Valle della Lucania e Castel S. Lorenzo. Dal cucuzzolo della sua altura il paese assume l’aspetto di un piccolo presepe, richiamando alla mente le immagini di un antico passato.



Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore

L’origine del nome Stio deriverebbe, secondo gli storici, dal latino“aestivus”, transumanza dei pascoli estivi. Già in epoca preistorica ci sono tracce di pastori. Reperti risalenti ad epoca più recente, ritrovati sulle pendici del Colle “Casalicchio”, testimoniano la presenza di un sito lucano posto, probabilmente, a controllo dell’area ai confini con la Lucania. Tra l’VIII e il IX secolo, Stio fu meta di tutti coloro che dalle coste sfuggirono alle incursioni barbare, fenomeno a cui è ascrivibile il primo nucleo abitativo, delimitato e protetto dalla vegetazione e dai boschi, e sicuro contro ogni invasione e incursione barbarica. La migrazione dalle coste all’interno del Cilento non fu un fenomeno isolato ma, con l’arrivo dei monaci basiliani, si ripeté e fece sorgere numerose colonie agricole intorno alla Cappella di S. Maria della Croce.
Intorno all’anno Mille, Stio e Gorga facevano parte della contea di Magliano, che comprendeva l’ampio territorio che si estendeva dalla Valle del Calore fino all’antico S. Mango. Stio era infeudato, tra il 1140 e 1148, a Gisulfo di Magna, come risulta dal catalogo dei Baroni. Durante la Guerra del Vespro la popolazione di Stio venne decimata dalla peste del ‘300. Uno sviluppo notevole nel commercio si ebbe con l’istituzione della Fiera della Croce a partire dal 1400. In epoca aragonese la Fiera assunse importanza nazionale, richiamando i grandi mercanti di seta ma, dopo il ‘500, conobbe un calo notevole. Dal 1914 ad oggi la Fiera si tiene per due giorni, mantenendo vivo il rispetto delle tradizioni.
Stio rappresenta un punto di riferimento per i piccoli centri abitati dell’Alta Valle dell’Alento, a metà strada tra Valle della Lucania e Castel S. Lorenzo. Dal cucuzzolo della sua altura il paese assume l’aspetto di un piccolo presepe, richiamando alla mente le immagini di un antico passato.



Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore

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