La torre si trova sulla punta San Marco ed offre un collegamento strategico tra il Castello di Agropoli e la torre di Paestum.

Il rifacimento moderno ha notevolmente alterato l’aspetto originale che, tuttavia, è noto da alcune vecchie fotografie: la torre circolare era stata costruita con pietra locale e si conserva buona parte dell’alzato senza giungere alla copertura. In origine (XIII sec.) era detta “de criptis” da un limitrofo monastero di cui non si conosce il titolo; in seguito prese il nome dal vecchio casale S.Marco, oggi scomparso, ubicato poco più a sud. In tempi più recenti la zona limitrofa era denominata Parulo della Canonica, cioè piano della Canonica di Amalfi. Nel 1235, in seguito ad ordine di Federico II , la torre di S. Marco doveva essere custodita e riparata, se necessario, dall’arcivescovo di Salerno e dall’Abate del monastero di S. Benedetto di quella città in ragione delle loro proprietà nelle zone retrostanti. A causa della conquista spagnola (1503) l’Italia meridionale fu posta sotto il governo dei vicerè di Spagna, che tennero in gran considerazione il problema della difesa costiera contro i numerosi assalti Turchi. Sia don Pietro Alvarez de Toledo che il successivo vicerè don Parafan de Ribers, duca di Alcalà, emanarono ordini di costruzione di nuove torri costiere. Non essendo sufficienti a questa impresa le casse dello Stato, gravarono di tasse le Università (comuni) costiere nel cui territorio ricadevano le torri. Anche la torre S. Marco rientrò nel 1564 in questa serie di disposizioni. Conosciamo i nomi di alcuni soldati addetti alla sua custodia: il caporale Pietro Navarro nel 1577, Michele Guttiere negli anni 1584 e 1598 e Onofrio Mignone nel 1644.

La torre si trova sulla punta San Marco ed offre un collegamento strategico tra il Castello di Agropoli e la torre di Paestum.

Il rifacimento moderno ha notevolmente alterato l’aspetto originale che, tuttavia, è noto da alcune vecchie fotografie: la torre circolare era stata costruita con pietra locale e si conserva buona parte dell’alzato senza giungere alla copertura. In origine (XIII sec.) era detta “de criptis” da un limitrofo monastero di cui non si conosce il titolo; in seguito prese il nome dal vecchio casale S.Marco, oggi scomparso, ubicato poco più a sud. In tempi più recenti la zona limitrofa era denominata Parulo della Canonica, cioè piano della Canonica di Amalfi. Nel 1235, in seguito ad ordine di Federico II , la torre di S. Marco doveva essere custodita e riparata, se necessario, dall’arcivescovo di Salerno e dall’Abate del monastero di S. Benedetto di quella città in ragione delle loro proprietà nelle zone retrostanti. A causa della conquista spagnola (1503) l’Italia meridionale fu posta sotto il governo dei vicerè di Spagna, che tennero in gran considerazione il problema della difesa costiera contro i numerosi assalti Turchi. Sia don Pietro Alvarez de Toledo che il successivo vicerè don Parafan de Ribers, duca di Alcalà, emanarono ordini di costruzione di nuove torri costiere. Non essendo sufficienti a questa impresa le casse dello Stato, gravarono di tasse le Università (comuni) costiere nel cui territorio ricadevano le torri. Anche la torre S. Marco rientrò nel 1564 in questa serie di disposizioni. Conosciamo i nomi di alcuni soldati addetti alla sua custodia: il caporale Pietro Navarro nel 1577, Michele Guttiere negli anni 1584 e 1598 e Onofrio Mignone nel 1644.

Torre di San Marco

  • dove si trova
  • Punta San Marco, Agropoli (SA)
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